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2 giugno: festa anche per noi?

Festa della Repubblica Italiana…

A volte ho l’impressione che siamo patriottici solo in occasione dei Mondiali di calcio… eppure siamo cittadini a pieno titolo di questo nostro Paese, dai mille problemi e dalle mille risorse…

Vivere in un Pensionato Universitario può dare qualcosa al costruirsi della nostra coscienza di cittadini di una Repubblica come la nostra? Me lo chiedevo prima…

Essere studenti universitari dovrebbe – dico: dovrebbe – di per sé formare una coscienza civile, preparare ad essere protagonisti nella propria società, con competenze particolari… Renderci responsabili, protagonisti in prima persona. Ma vivere l’avventura dell’università in un Pensionato Universitario è una possibilità in più per questa formazione?

“Repubblica” – lo sappiamo tutti – deriva dal latino res publica: la cosa pubblica. Di per sé non faceva, nell’antichità, riferimento a un’istituzione politica. Era l’interesse per il bene della collettività, il bene comune. Vivere in una comunità eterogenea – come è il Pensionato – per età, interessi,  corsi di studio… “allena” in modo unico a fare spazio all’altro, così com’è, per arricchirci a vicenda e crescere insieme, come singoli e come gruppo.

Le occasioni per fare attenzione alla res publica sono molteplici e… molto concrete: ambienti da lasciare come si sono trovati, silenzio da rispettare per permettere agli altri di studiare o di riposare, prendersi le proprie responsabilità per le scelte che si fanno… diventare più tolleranti, imparare ad ascoltare di più e a giudicare di meno, fare spazio nel proprio cuore e scoprirsi capaci di un’accoglienza impensata… Tutto questo ci educa a vivere – già oggi – nell’apertura all’altro. E domani, quando gli studi saranno finiti, diventare protagonisti della Res publica – quella istituzionale – sarà un’impresa più facile, grazie agli strumenti intellettuali e professionali, ma anche grazie alla formazione e all’auto-formazione che si è creata in questi anni di vita insieme nella mini res publica del nostro Pensionato.

E mi viene proprio voglia di dire grazie a tutte per gli sforzi compiuti perché la nostra piccola comunità potesse vivere il più possibile nell’armonia, creando un ambiente aperto al confronto e alla crescita. Grazie a chi ha saputo “creare ponti e abbattere muri”, come ci siamo dette all’inizio dell’anno! E’ anche così che la Repubblica italiana cresce, con giovani capaci di essere responsabili e maturi protagonisti della propria vita!

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