Fatica e bellezza!
Le vacanze sembrano già lontane, tutto è ripreso a pieni ritmi… il caldo qui a Roma non molla… come non pensare al fresco della montagna, ai boschi che mi hanno accolto con i loro profumi e il loro silenzio, alle mucche pacifiche al pascolo, ai ruscelli che facevano da controcanto al cinguettio degli uccelli e all’aria leggera delle alture?
Ho molti ricordi di quelle due settimane di riposo che ho avuto per “staccare” dal quotidiano e riprendere le energie per ripartire con slancio rinnovato in questo nuovo anno di servizio qui al Pensionato. Tra i molti, volevo condividerne con voi almeno uno, quello che mi porto con grande gioia nel cuore. Pensandoci in questi giorni, lo collegavo alle parole che ho messo nel itolo: fatica e bellezza!
Dopo i primi giorni di passeggiate “tranquille”, di rodaggio, così, giusto per “fare un po’ il fiato” e rimettere in movimento i muscoli, con l’amica – Nadia – che ha trascorso con me la prima settimana di vacanza, abbiamo deciso di avventurarci un po’ di più… più lontano e più in alto. Già eravamo a 1.200 mslm come residenza – che non era per niente male. La decisione era presa, anche se non avevamo chiaro quanto il nostro poco allenamento ci avrebbe permesso di spingerci avanti. Sapevamo che volevamo stare fuori tutto il giorno e poi… dove si arrivava, andava bene. Ci siamo informate sul sentiero da prendere e siamo partite col minimo indispensabile: panini, acqua, maglione di scorta e un sacco di voglia di camminare e di godere della natura spettacolare della Val Saviore che ci ospitava. E via! Fatto un primo tratto in macchina, l’abbiamo abbandonata nel parcheggio più vicino al sentiero. Abbiamo pregato insieme le Lodi accanto al bosco che ci aspettava e poi ci siamo avventurate. I cartelli parlavano di mete diverse, con tempi di percorrenza dei sentieri più o meno abbordabili per noi. L’inizio sembrava fato apposta per scoraggiarci: il sentiero si inerpicava subito sul fianco della montagna con una pendenza non da poco. Anche questo ha la sua bellezza! Avremmo potuto tornare subito indietro o fermarci lì. Ma no… arriviamo fino a dove batte il sole! Il bosco ci avvolgeva e l’aria fresca di rugiada mattutina ci incoraggiavano. Incontriamo un mandriano con le sue mucche, il volto scolpito dalla vita dura dei monti. Qualcuno più allenato di noi ci supera. Noi non dobbiamo correre da nessuna parte e ci assaporiamo la bellezza della natura che ci circonda. E assaporiamo la fatica del cammino. Anche questo ha la sua bellezza! Ci prendiamo tutto il tempo che ci occorre. Il sole poggia su di noi i suoi raggi, finalmente, e ci scalda nel cammino. Poi lui, Frate Sole, che abbiamo considerato amico per un primo tempo, fa sentire la su aforza e… cominciamo a sudare… ma anche questo ha la sua bellezza! “Vuoi che ci fermiamo? Vuoi che torniamo indietro?”: ce lo siamo chiesto tante volte, quando l’una o l’altra rallentava un po’ il passo… L’attenzione ai ritmi di chi ci sta vicino e condivide con noi il cammino: anche questo ha la sua bellezza!
Ma no, andiamo avanti, fino al lago… A un gruppo che ci supera chiediamo quanto ci vuole: “Dopo il bosco è tutto piano!” ci risponde un signore. La moglie ci mette in guardia: “Non credetegli, dice sempre così!”. Ma era vero… dopo il bosco era tutto piano… ma nel mezzo del bosco il sentiero era di nuovo tutto in salita. E che salita! Ma anche questo ha la sua bellezza! Ogni tanto un boccone, un po’ d’acqua per riprendere le forze. E… anche questo ha la sua bellezza!
Saliamo e il bosco lascia pian piano il posto a paesaggi più brulli e rocciosi… il lago, eccolo… azzurro, come il cielo che si rispecchia in lui! Uno spettacolo! Ma non c’è spazio per rimanere lì, peccato. Un ragazzo scende: quanto manca al rifugio? Mezz’oretta! Be’, ne vale la pena… Andiamo, te la senti? Sì, dai, andiamo! Il paesaggio è sempre più brullo, le rocce ci circondano, ormai. Anche questo ha la sua bellezza! Dopo mezz’ora qualcun altro scende e… quanto manca? Mezz’oretta… Come? Ancora mezz’oretta? Il tempo si è fermato mentre noi camminavamo? La fatica si fa sentire ma con lei sentiamo anche… i fischi delle marmotte! Che bello! Le genziane sono di un blu profondo. Il silenzio ci circonda. Il cielo è su di noi o forse dentro di noi. Da lontano vediamo il grande ghiacciaio. E, prima, il rifugio: eccolo, ci siamo! Un ultimo sforzo, l’ultima salita, la più impegnativa, mentre l’aria rarefatta ci riempie i polmoni e i muscoli sentono ormai chiaramente che… sono tre ore che camminiamo… anche questo ha la sua bellezza!
Eccoci al rifugio: il sole scotta, l’aria è fredda. Siamo a 2235 mslm. Siamo sudate e felici. Entriamo e… ci accoglie una stufa accesa: non possiamo non pensare a chi sta boccheggiando per il gran caldo estivo… Ci infiliamo il maglione e… decidiamo per una polenta col brasato! Sempre solidali con chi sopporta l’afa delle città! Anche questo ha la sua bellezza!
Ci rinfranchiamo e ci sembra di sognare. Chi ci aveva incontrato per strada ci sorride (probabilmente non è così frequente che una suora arrivi fin lassù…)! Poi usciamo e ci sediamo poco fuori. Senza aver bisogno di accordarci, sentiamo entrambe il bisogno di un tempo di silenzio e di solitudine: il momento è troppo bello
e lo viviamo insieme proprio così, nel silenzio. Io mi siedo ai piedi diuna grande pietra e contemplo la natura che mi circonda, le montagne possenti, il cielo terso, il ruscello che canta poco lontano dai miei piedi, l’erba che spunta, l’aria fresca. E mi sento più vicina al Cielo! Guardo Nadia che si avventura poco distante e si diletta con le sue amate fotografie… ero preoccupata: salendo ne aveva fatte poche, quasi nessuna… segno che faceva proprio tanta fatica… ma voleva che arrivassimo, per farmi contenta! Anche questo ha la sua bellezza!
Il tempo vola, dobbiamo scendere… Anche il cielo comincia a rannuvolarsi. Fa freddo e comincia a tirare vento… Speriamo che non piova prima che arriviamo a casa! Ripercorriamo il sentiero a ritroso… ormai ci è familiare… La giornata volge al termine quando arriviamo ai piedi della montagna. Le mucche che avevamo visto al mattino erano alla stalla: era l’ora della mungitura. C’è un sapore di esperienze lontane nel tempo. Anche questo ha la sua bellezza.
Una bellezza che ha anche il nome della fatica!
* * * * *
E come non vedere in questa camminata una parabola della vita? Un cammino che a volte è faticoso, perfino duro, ma bellissimo. Un cammino che se si fa insieme è meno difficile. Che ci educa a guardare chi ci sta accanto e ad accorgerci dei suoi tempi e delle sue fatiche, a sincronizzarsi col passo dell’altro, a rallentare se ce ne sia bisogno, a condividere la meraviglia di quanto ci circonda e a lasciarsi accompagnare. Un percorso che aiuta ad arrivare all’essenziale, a liberarsi dei pesi inutili, a fare progetti passo dopo passo, a calibrare le forze, a osare per raggiungere mete grandi. E si impara a non scoraggiarsi alla prima difficoltà, a stringere i denti e ad andare avanti nel cammino. A godere delle piccole cose belle e a imparare a trovare spazi di silenzio per vivere tutto questo nella sua profondità vera.
Un percorso di fatica e di bellezza!
Complimenti!! Una bella pennellata! Proprio come l’abbiamo vissuta! ciao, ciao Nad
Eh, sì: camminare insieme… sulle vie della vita!!!
Eh beh….diciamo che camminare in montagna è la vera metafora della vita, è tutta salita ma con delle persone pronte ad aiutarti nei tratti con maggior pendenza e pericolo…attorno hai tutto quello che di bello la vita può offrirti. Quando arrivi in cima ti fermi a contemplare tutto quello che hai “conquistato” e voltandoti scopri un’altro sentiero e cominci una nuova avventura…
p.s.-sorry e io???? =D
Vero, vero! Bellissimo, no??? Una grande avventura, che vale la pena di vivere in pienezza e fino in fondo!
E tu? Cammini con noi, no???
Ciao
10.10.2008
Carissima,
grazie e congratulazione per la condivisione delle bellezze e “fariche” nell’ascendere verso le altezze…
Nel leggere sono riandata nel mio passato di parecchi anni quando anche a me capitò una simile impresa. La cosa che allora mi fece molto riflettere fu la discesa perché se nel salire si fa fatica e si sperimentano grandi emozioni, nel discendere si rischiano pericolose scivolate. Ed io potetti riflettere che anche in campo spirituale la fatica del salire porta gioie meravigliose, ma nel discendere le cadute sono più facili e lasciano amarezza e sconforto.
Di nuovo grazie e…buona giornata!
Sr. Enrica
Grazie della condivisione! E’ vero: il cammino è proprio parabola della vita… con le sue gioie e le sue sofferenze, soddisfazioni e difficoltà! Un abbraccio
bellissimo davvero =)
Grazie! Ritorna a trovarci!!! Ciao