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Festa della donna 2009?

8 marzo: festa della donna… - in un pensionato femminile, poi…

Stamattina, la prima ragazza che ho incontrato mi ha fatto gli auguri e, naturalmente, glieli ho ricambiati… ma ho aggiunto: “Anche per tutti gli altri 364 giorni!”… Subito dopo un’altra delle mie ragazze, che aveva sentito il breve dialogo, mi ha detto che lei, gli auguri non li vuole! Giusto… è una festa un po’ strana, diciamo così, quella della donna… Cosa festeggiamo? Perché? E gli altri giorni dell’anno (non esiste, infatti una “festa dell’uomo”: come mai????). Be’, c’è il mercato della mimosa e il business dei regalini inutili… Ma non posso non pensare a questa “festa” di oggi senza pensare immediatamente alle notizie di cui quotidianamente siamo fatti partecipi grazie ai telegiornali: violenze sulle donne e sulle bambine, da sconosciuti o nelle famiglie; uccisioni barbare di donne indifese, giovani, anziane, disabili, da mariti, fidanzati, padri; donne vendute e comprate; donne schiave; donne sottopagate solo per il fatto di essere donne; donne che per la carriera o per un  esame da passare si vendono; donne che per essere in televisione si riducono a mostrare solo l’esterno di sé mortificando il loro vero essere donna; donne sotto il burka, a cui sono negati tutti i minimi diritti; la ragazza che poco fa ho incontrato, come ogni domenica, davanti alla Chiesa a chiedere l’elemosina (a chi andranno, poi, quei soldi), mentre allatta la sua bambina … e via dicendo…

Cosa vedono le ragazzine, donne di domani, nelle donne adulte di oggi? Che tipo di donna vogliono diventare? Che modelli di femminilità offriamo loro? E i loro coetanei, che modello di uomo vedono negli adulti? Che relazioni tra uomini e donne? Che futuro, insomma, ci stiamo costruendo e stiamo costruendo loro?

Ben venga la festa della donna se mi permette di denunciare – con la piccola voce di queste righe – le ingiustizie che le donne subiscono, lo “svendersi” di altre donne”, le disuguaglianze e le violenze!

Mi piace riprendere un testo di Giovanni Paolo II che un’altra ragazza stamattina mi ha ricordato: un grazie alle donne e, quest’anno specialmente, vi aggiungiamo uno “Scusaci!” per tutte le volte che non sei rispettata e amata nel tuo valore e nel tuo mistero!

“Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

 

 

 

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