La “mia” GMG!
L’Australia una terra fantastica come lo è stata l’esperienza della GMG.
Tante persone mi hanno chiesto che cosa mi abbia spinto fino “agli estremi confini della terra”.
Ci ho pensato un’infinità di volte sia prima di partire che dopo essere tornata.
Non ho trovato una risposta assoluta, perché credo che non ce ne sia una sola.
Prima di partire pensavo che sarebbe stato un modo per dimostrare e avere la conferma che tra i giovani c’è voglia di esperienze forti non intese solo come viaggi ma come momenti per mettersi in gioco fino in fondo non sapendo cosa ti aspetta. Quando sono tornata ho capito che era la voglia di non farsi scappare un dono. “Un dono un po’ costoso”!, qualcuno ha obiettato. Beh, sinceramente è stata un’occasione per riflettere sul senso delle cose e sui sacrifici che anche si possono fare per vivere in pienezza la vita anche quella nella fede.
Fin da subito è stata una GMG diversa dalle altre. Ecco perché:
- Il gruppo di 84 persone che fino alla partenza da Malpensa avevano avuto poco in comune.
- L’ospitalità delle famiglie e non la convivenza stretta nelle palestre.
- Un viaggio che ha reso reali le distanze tra i vari popoli della terra.
Siamo arrivati a Sydney distrutti dal viaggio ma con tanta voglia di partecipare agli incontri anche per realizzare la promessa fatta agli amici e parenti che portavamo con noi nelle nostre giornate, dai momenti di preghiera fino alla visita delle città.
Le famiglie che ci hanno accolto erano a dir poco magnifiche.
Hanno fatto di tutto per farci sentire come se fossimo a 5 minuti da casa e non a 2 giorni di volo!
Ci consideravano figli o nipoti, ci hanno davvero viziato e fatto capire che per loro è stato fondamentale averci ospitati perché finalmente li avevamo coinvolti in un evento mondiale che fino a quel momento per loro era sempre stato troppo lontano.
I ringraziamenti delle persone che partecipavano con noi alla messa in parrocchia dopo le catechesi, erano una piccola goccia di tutte quelle persone che ci regalavano un sorriso, un saluto o 2 parole per darci il benvenuto e per augurarci ogni bene!
Ora è come se avessimo anche dei parenti acquisiti in Australia che non scorderemo mai perché ci ha fatti conoscere una grande esperienza nata dallo Spirito e che ci ha fatto condividere qualcosa di profondo.
È stato fondamentale per ognuno lasciare a casa le proprie realtà ed essere testimoni in una terra nuova caratterizzata dall’avere una fede molto giovane.
Ogni giorno l’incontro con i compagni di viaggio e i nostri 4 don ci hanno permesso di approfondire rapporti umani e spirituali nati non dal caso ma per volere del Signore.
La fatica, la gioia, l’allegria… il silenzio, ci hanno fatto vivere le parole del Papa e sperimentare che in noi la forza dello Spirito è sempre presente. In ogni momento abbiamo capito che l’importante era ascoltare l’altro anche il suo silenzio o la sua unica parola perché era quello che rendeva prezioso il nostro stare insieme. Le nuove amicizie hanno aggiunto qualcosa di speciale al bagaglio che ci siamo portati a casa e la differenza è che non sono restate dei souvenir ma sono rimaste vere e reali anche in questa parte del mondo per dare una svolta alla vita di prima in modo speciale!
La vera grazia da conquistare è la capacità di lasciarsi cambiare da dentro… perché solo in questo modo si può riconoscere che il mondo è pieno della grandezza di Dio.
Credo che l’importante sia stato farsi raggiungere dalle profonde domande del Papa che ci ha messi in condizione di riflettere: “Come state usando i doni che vi sono stati dati, la forza che lo Spirito Santo è anche ora pronto a effondere su di voi? Che eredità lascerete ai giovani che verranno? Quale differenza voi farete?”
Penso che siano domande che dovremmo ben tener presente ogni giorno sia nel cammino personale che nel cammino di coppia dove l’esperienza della GMG ha aggiunto un tassello importante e unico.
– Chiara G. -
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